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Curiosità

Le origini del vino

Le origini del vino sono antichissime, le prime notizie certe ci arrivano dall’Egitto da diversi dipinti murali di alcune tombe, in cui sono riprodotti fedelmente i momenti della vendemmia: la vinificazione, la raccolta, la pigiatura, il travaso nelle anfore e il trasporto di quest’ultimo sul Nilo. Nell’antichità la birra era la bevanda più diffusa, il vino invece era solo un privilegio per i ricchi e per la casta dei sacerdoti e usato solo nei rituali delle offerte agli dei e ai morti. Le zone viticole più apprezzate erano nella parte occidentale del delta del Nilo, ma si importavano anfore da Byblos, si trattava probabilmente di vino prodotto anche in regioni più a nord, verso le sorgenti dell’Eufrate.

Anche in Grecia, il vino era già conosciuto sin dall’antichità, basta osservare in qualsiasi museo, i rython (boccali per libagioni rituali), i kantaros e le anfore. Tutti i vini greci avevano un elevato contenuto di alcol che garantiva una certa capacità di invecchiamento, infatti veniva sempre allungato con acqua, spesso anche di mare, e poi con aggiunta di spezie e aromi. Anche i Greci conservarono l’indissolubile legame tra pratiche religiose e vino, che si è tramandato nei millenni da un culto all’altro.

In Sicilia la produzione del vino risale al 2000 a.C., mentre nel resto dell’Italia pare si sia affermata successivamente presso i Sabini e gli Etruschi; quest’ultimi all’epoca della loro massima potenza, dominavano il territorio dalla pianura Padana fino alla Campania e in tutta questa vasta zona diffusero la coltura della vite.

Nei primi secoli della storia di Roma, non fu data tanta importanza alla vite e al vino; ma nel 146 a.C., con la conquista della Grecia, dove la pratica enologica era assai importante, iniziò un’epoca di forte espansione per la coltivazione della vite destinata alla produzione del vino sul modello greco. Per la grande sovrapproduzione, l’imperatore Domiziano vietò l’impianto di nuovi vigneti in Italia e fece estirpare metà di quelli dell’Impero Romano. Più tardi, con la generale crisi dell’agricoltura e con le invasioni barbariche, ci fu un progressivo abbandono. Con l’avvento dei Maomettani, ai quali è proibito dalla religione il consumo di bevande alcoliche, si ebbe un abbandono della coltura della vite in ampie zone del Mediterraneo. Solo a partire dal XVI secolo, con il Rinascimento italiano, iniziò un periodo di grande espansione della coltivazione della vite e della produzione del vino.

Ai giorni nostri non c’è regione italiana che non produca vini pregiati, apprezzati anche all’estero.

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